10.00 Opening by EACEA representative or opening message
Welcome to participants (ARCI)
10.20 Introduction: the project weReurope (IBW), the partners and their roles, the observer(s)
10.45 “Carpet of symbols and memories” (introduction of participants) with objects from Italy, Malta, Spain, Portugal and France
11.45 Coffee break
12.00 Plenary session: experts on marginalised groups in their country and cultural and artistic expression as key competence: Pedro Aguilera Cortés (ES), Clara Camacho (PT) and Joseph Giordmaina (MT)
12.45 Reactions/interventions from participants (with prepared questions and world café)
13.15 Lunch
14.15 Introduction to workshops:
14.30 Starting of three parallel laboratories:
1)Roma people: workshop of music and dance, led by Sevla Sejdic
2)Theatre workshop: the body languages, led by Felicitè Mbezele
3)Visual arts as Key-Arts, led by Maria Rosa Jijon
In each workshop our artists (three migrant women) will act as “trainers”, in cooperation with one-two weReurope observer(s)- participant(s) (responsible for the Diary of the experience).
17.00 Coffee break: Distribution/filling of questionnaires for participants (evaluation)
17.30 Report of Diaries in plenary session: sharing and comments by observers feedback
18.30 End of meeting
Please bring along for the metaphorical "Carpet of Symbols and Memories" one personal item, orginating from one of the following (neighbouring) countries, which islinked to a personal memory or experience: Italy,Malta, Spain, Portugal and France.
- The object should NOT come from your own country but
- should symbolize your relationship to one of the above countries
- it must be linked to apersonal memory, that can e described briefly (verbally and in written from for the website).
The object, of course, remains of your property, it is only required for the short period of the conference!
L'Italia è già multietnica. Lo è sempre stata. Cosa vogliamo fingere? Di essere improvvisamente tutti uguali? Ma tutti chi?
A mio parere, questo poster, parte della campagna antirazzista della Onlus "Lettera 27", evidenzia il bivio a cui siamo di fronte e le relative conseguenze.
Un'altra campagna estremamente interessante è quella dell'associazione "Esterni", risposta alla proposta del leghista Salvini di riservare parte della metro milanese ai milanesi doc*:
* non chiedetemi chi sono. Forse c'è un test sull'accento.
Every day I read some article, I see some picture, I hear some news that makes me questioning:
When is a human beeing actually recognized and accepted as human being? I mean when does a human beeing have the right to be a human beeing and get "human dignity" "humanitarian help" "human rights"...
which we say, they are a must of our "civilization".
... I am responsible of this psychological and physical massacre (that bring people to leave what they would never leave; that characterize their way to the hope; that destroy their hope, their being, as soon as they have reached the destination). Everyone of us is responsible for that.
A terrible earthquake changed the life of thousands of people. Almost 200 died. Many are now without anything.
Please, if you can, donate:
Ein schreckliches Erdbeben hat das Leben von Tausenden von Menschen erschüttert. Fast 200 Menschen sind ums Leben gekommen. Viele haben jetzt nichts mehr.
Wenn Sie können, spenden Sie bitte:
Banca CARIPE SPA
"Raccolta fondi pro terremotati d'Abruzzo"
IBAN: IT 19 B 06245 15410 000 000 000 468
(BIC): BPALIT34XXX
Adress: Banca Caripe Spa. Corso Vittorio Emanuele, 102/104, 65100 Pescara, Italy.
Un nuovo aggettivo si è aggiunto a quelli che generalmente descrivono l'Italia all'estero: RAZZISTA.
Per rompere - prima che sia troppo tardi - questo regime di terrore e sfiducia che sta sgretolando la società, è stata lanciata la campagna "Non avere paura", sostenuta da diverse organizzazioni.
Parte della campagna è la raccolta firme che si sta portando avanti in questi giorni: da quanto ho capito dal sito, la raccolta non ha uno specifico obiettivo politico. Mira piuttosto alla sensibilizzazione della società civile: firmando, si dimostra il proprio impegno ad aprirsi all'altro.
"Nella consapevolezza che più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia, in gran parte lavoratrici e lavoratori che contribuiscono al benessere di questo Paese e che, lentamente e faticosamente, sono entrate a far parte della nostra comunità; osservando che, in situazioni di disagio economico e sociale, queste persone sono spesso vittime di pregiudizi e vengono usate come capri espiatori; guardando con preoccupazione all’aumento degli episodi di intolleranza e violenza razzista in Italia; nella convinzione che chi alimenta il razzismo e la xenofobia attraverso la diffusione di informazioni fuorvianti e campagne di criminalizzazione fa prima di tutto un danno al Paese; volendo ribadire i principi della Costituzione Italiana e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, secondo cui tutti gli individui nascono liberi ed eguali in dignità e diritti, senza distinzione alcuna di nazionalità, colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine, condizioni economiche e sociali, nascita o altra condizione.
Mi impegno:
a lavorare, nello svolgimento della mia attività istituzionale e/o politica, per spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia;
a non usare affermazioni discriminatorie o distorte relative a persone di origine straniera o improprie associazioni di argomenti, e a evitare di creare allarmi ingiustificati e generalizzazioni che ingenerano razzismo e intolleranza;
a diffondere l’idea che non si possono difendere i diritti dei cittadini italiani senza affermare i diritti di ogni individuo, a cominciare da chi è debole o straniero e che il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia." Il pdf della raccolta firme da firmare e far firmare!.
Nel sito www.nonaverepaura.org trovate le date e i luoghi in cui poter firmare e altre informazioni interessanti, come la Carta di Roma Carta di Roma (PROTOCOLLO DEONTOLOGICO CONCERNENTE RICHIEDENTI ASILO, RIFUGIATI, VITTIME DELLA TRATTA E MIGRANTI) che
"fa perno sul fondamentale criterio deontologico del “rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati”, si invitano fra l’altro i giornalisti a “adottare termini giuridicamente appropriati”, a “evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte” e “comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati”"
Quand'è che ci si impegnerà a rinunciare al fare notizia, sfruttando l'origine geografica dei criminali?
ho alcune riflessioni da proporvi circa la decisione dell'Amministrazione di Lucca.
In realtà sono domande: mi dovete aiutare a capire cosa ordina quest’ordinanza.
Mi soffermerò su quello che riguarda strettamente il mio ambito di studio e di ricerca e cioè sulla decisione di vietare nel centro storico la vendita e la presenza di tutto ciò che non è locale o italiano. (Per amore della correttezza: ho scritto questo post subito dopo aver letto un breve articolo a riguardo su Repubblica. In realtà ho poi scoperto che l`ordinanza non vieta la vendita di cibi non tipici ma vieta di aprire in futuro locali non tipici. Il che significa che per ora la varietà può rimanere ma si aspetta con pazienza l´estinzione. In preparazione a quel momento di omogeneità artificiale, ogni locale deve da ora vendere qualcosa di tipico lucchese.)
Sebbene sia il mio territorio di competenza, non riesco proprio a capire cosa deve fare un gestore di un locale di Lucca. Se fossi uno di loro, mi dovrei a questo punto domandare: Posso continuare a vendere birra? La birra è un prodotto tipico tedesco. E la caipirinha che è – come traspare dal nome - brasiliana?
Se la risposta è NO, perché si possono vendere solo prodotti tipici italiani, abbiamo un problema enorme: “Cosa vuol dire tipico italiano?” Se "tipico italiano" è ciò che non è tipico di altre parti, dobbiamo cominciare una serie di battaglie contro gli altri Stati, per riuscire ad accaparrarci i migliori prodotti: se ci accontentiamo dei prodotti che sono oggi riconosciuti "tipici italiani" all'estero dobbiamo rinunciare alla maggior parte delle nostre abitudini alimentari. Se "tipico italiano" vuol dire prodotto in Italia, dobbiamo rinunciare ad esempio al caffè (per esempio Lavazza utilizza miscele di provenienza brasiliana, indiana etc.), alla cioccolata calda che ci scalda nei freddi inverni (L’Italia – non essendo un Paese tropicale – non produce cacao), al risotto (il riso Scotti viene ad esempio da altri Paesi come la Romania) o al salmone (viene pescato generalmente nell’Oceano Atlantico, a meno che non sia ad esempio quello giapponese). Se invece la risposta è Sì, e cioè per “tipico italiano” s’intende “tutto ciò che non è necessariamente prodotto in Italia ma in Italia si usa bere e mangiare” significa che non solo il caffè, la cioccolata, il risotto e il salmone – la lista potrebbe continuare all’infinito - possono continuare a essere consumati, ma anche la birra, la capirinha, le gomme americane, il pane arabo, così come le escargot, la fondue, i wurstel e il cous cous ai frutti di mare. Qualcuno dirà che ad esempio le gomme americane – come traspare anche dal nome – non sono “davvero tipiche”. E qui nascono i problemi intergenerazionali: per i nonni forse no, per i nipoti sono invece parte integrante della loro giornata. Prendiamo le escargot: da questo piatto sgusciano opinioni diverse dai vari strati della nostra società. C’è per chi è normale mangiarle alla cena di lavoro e per chi l’unica associazione con questo piatto è il film “Pretty Woman”. In realtà è anche un problema di gusti, perché c’è chi raccoglie le lumache e se le fa in salsa e chi non può nemmeno immaginarsi di prenderle in mano, figuriamoci mettersele in bocca. Decidere sui wurstel è a sua volta una questione di differenze regionali: in Alto Adige sono molto diffusi, in altre regioni si mangiano al massimo sulla pizza – appunto - “Viennese”. Anche la trippa fa sorgere dei problemi: è italiana? O è romana? La polenta? Arriviamo al pane arabo: il panificio di Lucca può continuare a venderlo? E il barista può continuare a farci i panini? O siccome parte integrante del nome è l’aggettivo “arabo” dobbiamo eliminarlo? O chissà, forse basta dargli un altro nome. D’altronde anche gli spaghetti sono di origine cinese. Cosa facciamo allora? Rinunciamo? Molti risponderanno “No, perché sono prodotti che ormai sono parte della nostra cucina.” E quando esattamente diventa un cibo parte della nostra cucina”?
Ein gutes Glas Wein in glänzender Farbe, intensivem Aroma und einhüllendem Geschmack. Das Ganze auf einer „Piazza“ zusammen mit guten Freunden: Das sind die Zutaten der Veranstaltung „Vino in Piazza“ ("Wein auf dem Platz"), welche im Rahmen der “Woche der italienischen Sprache in der Welt" stattfinden wird. Dieses Event ist vom italienischen Außenministerium organisiert und ereignet sich bereits zum 8. Mal in Jena, diesmal 20. bis 26. Oktober.
Das Thema der Festwoche bezieht sich auf die Verbindung zwischen der Königin der italienischen Getränke und dem wichtigsten Ort für Begegnungen und Austausch.
Der Wein wird von einem italienisch-deutschen Team der Friedrich-Schiller-Universität auf die “Piazza” von Jena gebracht: Frau Luisa Conti, Mitarbeiterin des Fachbereichs Interkulturelle Wirtschaftskommunikation (IWK), und Herr Massimo Minelli, italienischer Botschaftslektor beim Institut für Romanistik, koordinieren eine Gruppe von interessierten italienischen und deutschen Studenten, die seit einigen Monaten an diesem Projekt arbeiten, tatkräftig unterstützt von der interkulturellen Beratungsagentur „Interculture“.
Last week Javier and I were in Darmstadt to present a new development of the place marketing, that we have called "Country Branding 2.0".
To understand the meaning of Country Branding, please click here: Colombian experts explain it to you ;)
Let's limit our analysis to the touristic sector: almost all countries (regions, cities...) have a web-site, where tourists can get and download all the informations they need.
These sites are tipically "1.0", as the user can get information but cannot change anything on the web-site.
Some examples: France Australia Germany
That means that it is usually communicated a fix and unchangeble image of the territory, decided by communication experts of the responsible institutions.
Today more and more institutions are accepting to democratize the image of their area using web 2.0 -tools, like blogs and forums.
Some examples: Colombia Germany for US-Americans South Tyrol Madrid
The image of the area created by the participation of the people themselves is characterised by diversity and authenticity. The contrary of the product of rigid Country Branding 1.0.
Obviously it implies some risks: about this and other important details on this matter we are going to write an article. As soon as it is published, you will find it on our homepage (www.iwk-jena.de). ;)
(Watch his short video in Spanish and Italian at the end of the article)
Esco dal lungo silenzio e riinizio piano piano la mia vita di blogger, agganciandomi al progetto di un giovane musicista trevigiano, che nel 2006 ha percorso le strade dell'America Latina alla scoperta
* del local: "Conoscere la musica, l’arte, gli usi e i costumi, i riti dei popoli dei paesi visitati, inserendosi nelle loro realtà culturali e sociali"
* del glocal: "Incontrare cittadini veneti emigrati in America Latina, per capire quanto sono impegnati nel mantenimento della tradizione musicale italiana e scoprire qual è stata l’interazione tra la cultura italiana e quella latinoamericana"
* dando al suo progetto un carattere global:"Realizzare e documentare le vicende di un viaggio on the road."
Il cosiddetto carattere global del progetto è conferito dal suo sito internet interattivo che permetteva all'epoca del progetto di partecipare quasi in diretta alla sua esperienza e di influenzarla con i propri commenti all'interno del blog e che ci permette oggi di poter usufruire e arricchirci delle molte informazioni che formano il suo database pubblico. In questo modo possiamo imparare molto su quel local Sud-America che Il nostro viaggiatore ha conosciuto, percepito e riprodotto.
L'aspetto che più mi ha colpito durante la sua presentazione tenutasi allo Spazio Paraggi di Treviso ormai qualche mese fa (e qui il blogger si scusa nuovamente per il suo formale anacronismo) è la riflessione sul diverso processo di integrazione degli italiani nei diversi Paesi del Sud America e sulla sua ripercussione sul livello di integrazione. Il nostro esploratore ha scelto la musica come strumento di misurazione.
"Al termine del viaggio posso stabilire un bilancio riguardante la situazione dei nostri migranti nei vari paesi latino americani: in Argentina gli italiani che ho incontrato a Buenos Aires (vedi post: Arrivato e La vera origine del tango raccontata da un "tano" ), Rosario (vedi post: Liberazione a suon di musica) e Cordoba (vedi post: Vecchia canzone Veneta), mi hanno dato l'impressione di esser totalmente integrati nella dimensione argentina tanto forse da identificarsi maggiormente con essa (sto parlando comunque di terza e quarta generazione): l'impressione è quella che in Argentina sia avvenuta una specie di perdita di identità. Bisogna considerare il fatto che gli immigrati che arrivavano a Buenos Aires, venivano riversati in una megalopoli straniera assieme a turchi, polacchi, spagnoli, asiatici, argentini… e quindi un così forte choc culturale non può far a meno di causare in breve tempo un indebolimento del proprio "senso di appartenenza" ad un luogo.
Die Interkulturelle Sommerakademie in Jena ist zum Klassiker geworden. Interkulturalisten sowie interkulturell Interessierten unterschiedlichster Herkunft treffen sich in der „Science City“ an der Saale, um aktuelle Tendenzen der IWK zu diskutieren genauso wie sich Fachwissen in diesem Bereich zu eignen. Sie wird 2008 zum neunten Mal veranstaltet und zwar vom 28.08. bis 07.09. Neben dem Blended-Learning-Zertifikat zum "Interkulturellen Trainer / Coach" werden zahlreiche Workshops zu unterschiedlichen Kulturen und zu IK-Themen wie Coaching und Mediation angeboten. Die Organisatoren (Das Fachgebiet IWK der Universität Jena und das Unternehmen interculture.de) laden uns dazu ein, Kulturen und kulturkommunikative Themen „mit anderen Augen“ zu betrachten.
Da die Anmeldung bereits läuft –haben wir uns sagen lassen– sind schon die ersten Workshops ausgebucht. Gute Chancen einen Teilnahmeplatz zu erhalten gibt es noch zumindest für die Kulturworkshops zu folgenden Ländern/Regionen/Kulturräumen: Japan, Spanien, Türkei, Arabien, Italien, Lateinamerika und Russland.
Das Beste ist allerdings, dass diejenigen, die sich dafür entscheiden, an der ISA teilzunehmen, die große Chance haben, alle Mitglieder von Glocallife live zu erleben! ;-)